Bruscare le vigne

Con l’arrivo della primavera e con qualche giorno di ritardo bruschiamo le viti sotto il vigile insegnamento di Zilio, arzillo signore dedito all’agricoltura.


L’arte del “bruscare” ci viene così impartita da questo esperto ed audace narratore, che mentre ci racconta i metodi non proprio educativi ai quali è stato sottoposto, ci spiega che è importante eliminare i “calmi vecchi” lasciando due occhi sui calmi più giovani. Ma importantissimo considerare tutta la vite, e  fare in modo che i calli restanti siano 4/5 per pianta.
Il tronco principale deve essere completamente pulito.
Il suo è un metodo molto “aggressivo” per il quale, quando è stato giovane, è stato additato come incapace. In realtà, ci racconta soddisfatto, questo metodo è stato ripreso in considerazione. Zilio, insomma, è un precursore di un arte che con i suoi tempi si evolve, incontrando le resistenze delle tradizioni.
Il metodo ordinario, prevede di lascare moli più occhi e “arcare” la vite legandola al tronco principale più vecchio o al primo fil di ferro, in questo modo la pianta produce più vino, ma questo non è detto che si rispecchi nella qualità.
A sera le vesciche si sentono ma il sorriso non svanisce per la piacevole giornata passata nel vigneto.

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